Lode a Dio.

Pubblicato in Informazioni - Lunedì, 17 Aprile 2006
di Antonio Nicoletta

Scarrocciando fra i vari canali televisivi, mi è capitato di vedere una scena rappresentante una colonna di profughi che si trascinavano – forse in Kossovo – faticosamente, fra macchie di neve e con l’imminente pericolo di essere intercettati da qualche “squadrone della morte”.

Il terrore dipinto sui volti, la magrezza, la sporcizia, le condizioni dei vestiti, le misere cose che alcuni – certamente con immane fatica – si trascinavano dietro, mi spinse, forse per la prima volta, a fare le seguenti riflessioni:

Ho sessantacinque anni, e pur essendo nato durante la guerra, e quindi essere vissuto in periodi di ristrettezze e disagi, non ho mai sofferto la fame, mai il freddo, ho sempre avuto un tetto ed una famiglia che mi ha circondato di calore e dato sicurezza. Se forse non sono stato sempre elegante, ho potuto vestire in modo dignitoso. Non ho mai conosciuto un giorno di ospedale e non ho mai sofferto per malattie o traumi fisici.

Ho potuto, malgrado tutto studiare ed accedere, seppur con sacrifici agli alti gradi dell’istruzione. Ho avuto un buon lavoro che mi ha consentito di portare avanti, anche se monoreddito, con dignità e fuori dalle ristrettezze la famiglia, godendo anche nell’ambito del lavoro stesso di buona reputazione ed apprezzamento. Ho avuto una buona famiglia e non mi son mai dovuto vergognare o preoccupare eccessivamente per nessuno dei componenti, moglie e figlie.

Catapultato su quest’atomo di mondo sono nato nella parte giusta dello stesso ed ho potuto evitare razzismo e sfruttamento.

Ringrazio Dio di questo, e mi rammarico solo di aver preso per tanti, troppi anni, tutto questo con la tacita convinzione che tutto mi era dovuto. Solo ora capisco di essere un privilegiato che il caso, o meglio la grande mano della Misericordia e della Provvidenza, mi hanno messo in condizione di vivere così.

Lode a Dio.

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